VENDERE CASA al GIUSTO PREZZO

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Tanti sono i fattori che si devono prendere in considerazione quando si decide di mettere in vendita la propria casa. In particolar modo, in un momento in cui il mercato non attraversa uno dei suoi periodi più floridi. Le compravendite sono in aumento, ma i prezzi rimangono contenuti. E proprio su questo fronte, è doveroso domandarsi: in che modo è possibile dare il giusto valore al proprio immobile e quindi assicurarsi la riuscita dell’operazione in tempi relativamente brevi, così da non dover fronteggiare ulteriori costi? Continua a leggere

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VENDERE CASA con l’AGENTE MLS (multiple listing service)

 

I benefici derivanti dall’AGENTE IMMOBILIARE giusto e forte, aperto e favorevole alla collaborazione grazie all’MLS sono proprio quelli che faranno la differenza

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Eccone alcuni:

  1. l’incarico di vendita esclusivo diventa in realtà “inclusivo” coinvolgendo tanti altri agenti immobiliari pronti a cogliere l’opportunità condivisa. I colleghi saranno motivati a presentare l’immobile ai propri clienti senza timore di trasferire informazioni errate o approssimative, di trovarsi alle prese con problematiche non indicate preventivamente, che generano malintesi e perdite di tempo;
  2. l’incarico in esclusiva identifica un unico “banco di regia“. Cosa significa per il cliente? Che l’agente immobiliare scelto è l’unico referente per quanto riguarda la presentazione professionale del bene, l’indicazione di aspetti tecnici propri dell’immobile in vendita quali la superficie, il prezzo, il posizionamento. Non capiterà più di trovare lo stesso immobile pubblicizzato con foto inadeguate, testi non appropriati, dimensioni e soprattutto prezzi diversi.
  3. la condivisione riduce i tempi di vendita, in quanto l’immobile è presentato ad un bacino di clienti molto più ampio rispetto a quello di una singola agenzia. Inoltre, la riduzione dei tempi favorisce una migliore difesa del prezzo rispetto ad un immobile in vendita da parecchi mesi che “presta il fianco” ad offerte punitive;
  4. verranno coinvolti solo i clienti più motivati ed in linea con le caratteristiche dell’immobile. Quando un agente immobiliare cerca un immobile in acquisto per un proprio cliente, sarà molto attento a proporgli solo quelli che più assecondano le sue esigenze; questo è un vantaggio tangibile per chi vende casa che vede azzerare anche il fastidioso “turismo immobiliare“, un  inutile andirivieni senza costrutto.

I numeri del mercato immobiliare ci fanno sperare in una prudente ripresa, anche se dobbiamo essere consapevoli che le compravendite non potranno crescere come in passato.

La collaborazione strutturata con altri professionisti crea uno scenario positivo, una rete sinergica che ne favorisce la vendita, offrendo al cliente un servizio efficace e di qualità.

COMPRAVENDITE in AUMENTO

ULTIMA CHIAMATA PER CHI CERCA CASA!!!

L’Agenzia delle Entrate ha pubblicato la nota Omi relativa al quarto trimestre 2015. Secondo quanto evidenziato dai dati, a trascinare l’intero mercato è il settore residenziale che, rispetto allo stesso periodo del 2014, guadagna oltre 9 punti percentuali. Anche la compravendita di pertinenze risulta in aumento, sebbene con ritmi più lenti (+ 5,6%). Nel 2015 le compravendite crescono del 6,5%

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cerca la casa dei tuoi sogni

Nel dettaglio, il mercato immobiliare italiano prosegue il trend di crescita facendo registrare negli ultimi tre mesi del 2015 un tasso tendenziale riferito al totale delle compravendite pari a +6,2% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Con 963.903 NTNl’anno 2015 chiude in positivo con un rialzo del 4,7%, che corrisponde a oltre 43mila unità compravendute in più rispetto al 2014. Nel IV trimestre 2015 il settore residenziale con 127.553 NTN guadagna, rispetto al IV trimestre del 2014, oltre nove punti percentuali.

La nota parla di una crescita generalizzata, ma i mercati più vivaci sono al Centro-Nord e nelle città capoluogo, con la significativa eccezione di Roma. Se il residenziale risulta in ripresa, ad arrancare è invece il non residenziale, con gli immobili commerciali che, dopo due trimestri positivi, segnano un calo del 2,8%. Anche il settore produttivo risulta in negativo (-1,3%), mentre il terziario, con poco più di 2.800 unità compravendute (pari a + 0,9%), conferma lo stesso risultato del trimestre precedente.  

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osservatorio quarto trimestre 2015

Con riferimento all’intero anno il settore residenziale si avvicina a 445mila unità compravendute che si traducono in una crescita del 6,5% rispetto al dato del 2014. In rialzo risultano anche le compravendite  di pertinenze, quasi 345mila nel 2015 con un incremento del 4,3%. Il mercato nei settori non residenziali si mostra in affanno per gli immobili a destinazione terziaria e produttiva che chiudono il 2015 entrambi in perdita, -1,9% e -3,5% rispettivamente. Il mercato degli immobili a destinazione commerciale cresce invece dell’1,9%, grazie ai buoni risultati nel secondo e terzo trimestre dell’anno.

articolo copiato da IDEALISTA/news

COMMENTA QUESTO ARTICOLO se VUOI RICEVERE LA COPIA GRATUITA PUBBLICATA DALL’OMI relativa alla NOTA TRIMESTRALE sull’ANDAMENTO DEL MERCATO IMMOBILIARE del quarto TRIMESTRE 2015 e SINTESI ANNUA

ACQUISTARE CASA in SICUREZZA

L’acquisto di una casa è una delle scelte più importanti che una persona compie nel corso della sua vita. E’ quindi fondamentale valutare ogni minimo dettaglio per evitare di comprare un immobile su cui gravano pignoramenti o sequestri o di contrarre una rata del mutuo alla lunga impossibile da sostenere. Proprio per questa ragione, il Consiglio Notarile ha diffuso questo decalogo per un acquisto sicuro.home_frimm

  1. Prima di firmare qualsiasi cosa consultare il proprio notaio. Fargli eseguire le visure ipotecarie e catastali per accertarsi che sull’immobile non gravino passività non dichiarate.
  2. Far calcolare al notaio il preventivo dei costi strettamente connessi all’acquisto (imposte ed onorari comprensivi di IVA sia per l’acquisto che per il mutuo) per verificare che la cifra finale rientri nel budget.
  3. Valutare con la propria banca quale sia l’importo del mutuo che è disposta a concedere. Accertarsi che la rata sia sostenibile.
  4. Stipulare il contratto preliminare con atto notarile e trascriverlo. Ci si assicura così dal rischio che l’immobile venga venduto due volte e che sopravvengano ipoteche, pignoramenti o sequestri che mettano a rischio le somme già versate.
  5. Controllare con l’amministratore del condominio l’eventuale esistenza di arretrati nei pagamenti delle spese condominiali. Farli pagare prima del rogito. Accertarsi dell’ammontare delle spese condominiali annuali.
  6. Accordarsi col venditore per l’eventuale trasferimento delle detrazioni per lavori effettuati.
  7. Far verificare al proprio notaio di fiducia quale sia la rendita catastale per calcolare a quanto ammonteranno IMU, TASI e TARI.
  8. Verificare se gli impianti (principalmente elettrico e gas) siano o meno certificati a norma.
  9. Chiedere al proprio notaio se, in ragione delle particolarità dell’immobile acquistato (ad esempio sottotetti recuperati o loft siti in aree già industriali), egli ritenga opportuno chiedere ad un tecnico una perizia sulla regolarità edilizia e urbanistica.
  10. Far verificare dal notaio se l’immobile sia soggetto a vincoli o ricada in zona comunque vincolata.

fonte IDEALISTA

QUOTAZIONI IMMOBILIARI – OSSERVATORIO MERCATO IMMOBILIARE

Riferendomi Al VIDEO PUBBLICATO sul CANALE DELL’ “AGENZIA DELLE ENTRATE”. . . Vorrei chiedere: Come viene individuato il “vostro valore” MINIMO e MASSIMO? Secondo quale metodo di STIMA? . . . impossibile commentare il video! FURBACCHIONI ! !

IL METODO di STIMA PIU’ APPROSSIMATO e REALISTICO POSSIBILE GENERALMENTE, dico GENERALMENTE perchè non lo sarà per tutti, ma deve ESSERLO per GLI AGENTI IMMOBILIARI è La STIMA COMPARATIVA

ALTRO FATTORE ASSAI DETERMINATE per OTTENERE IL PIU’ PROBABILE VALORE DI MERCATO è INTERFACCIARE il RISULTATO DELLA “STIMA” con IL “BORSINO IMMOBILIARE”

  • OGGI più CHE MAI L’AGENTE IMMOBILIARE è CAPACE DI DARE VALUTAZIONI CON MARGINI DI ERRORE PRATICAMENTE AZZERATI

info:  gambino@frimmpalermo.it

AGENZIA ENTRATE PALERMO

AGENZIA ENTRATE PALERMO

Sono disponibili sul sito dell’Agenzia delle Entrate le quotazioni immobiliari Omi relative al II semestre del 2014. Consultando i valori delle varie tipologie è possibile scoprire se il prezzo della tua casa da vendere o affittare è in linea con il mercato.

  • RICERCA TESTUALE SU MAPPA

Le quotazioni possono essere consultate in base al semestre, alla Provincia, al Comune, alla zona e alla destinazione d’uso, sia attraverso la ricerca testuale che tramite la navigazione su mappa, utilizzando il servizio Geopoi, che sovrappone la cartografia alle cosiddette zone omogenee omi. Cliccando sulla zona desiderata, si potranno conoscere il valore minimo e il valore massimo al metro quadro delle diverse tipologie edilizie: residenziale, commerciale, terziaria o produttiva

  • PER SMARTPH o TABLET

Per chi naviga con smarthphone o tablet c’è infine il servizio Omi Mobile: l’applicazione raggiungibile digitando sul proprio browser l’indirizzo http://m.geopoi.it/php/mobileOMI/index.php.

L’Agenzia delle Entrate mette a disposizione un utile video tutorial come guida alla consultazione dei valori.

QUESTO E’ IL VIDEO TUTORIAL: https://youtu.be/M68QfGJshYs

Cerchi Casa? Vendi CASA? mail to: gambino@frimmpalermo.it

PROTOCOLLO d’INTESA fra NOTAI e INGEGNERI

è stato firmato il protocollo d’intesa in materia di trasferimenti immobiliari tra il consiglio nazionale del notariato e il consiglio nazionale degli ingegneri. l’accordo prevede la redazione di una perizia tecnica dalla quale risulti l’esatta descrizione degli immobili, la conformità catastale allo stato di fatto e l’esame edilizio e urbanistico degli stessi

l’obiettivo dell’accordo firmato tra i due consigli nazionali è quello di rendere più sicuri i trasferimenti immobiliari anche sotto il profilo della regolarità urbanistica, edilizia e dell’agibilità, e al tempo stesso evutare possibili conteziosi

i contenuti della perizia
il protocollo prevede anche i contenuti minimi della perizia- che deve essere redatta da un ingegnere libero professionistà- e deve contenere l’indicazione degli accertamenti svolti e la descrizione dell’immobile oggetto del trasferimento, con tutti i dettagli utili quali l’ubicazione, la modalità di accesso dalla pubblica viabilità, la destinazione d’uso e le caratteristiche per i fabbricati nonché la destinazione urbanistica, la conformazione, la morfologia e l’estensione reale per i terreni

le indicazioni circa i contenuti minimi della perizia potranno essere integrati dagli ingegneri in relazione alle specifiche esigenze del caso concreto, e comunque, sempre in base alle ricerche del notaio

il notariato ha espresso la volontà di divulgare questo protocollo alle categorie aderenti alla rete delle professioni tecniche, un’organizzazione che raggruppa circa 600mila professionisti italiani tra ingegneri, architetti, chimici, periti agrari, agronomi, periti industriali, geometri e geologi, per spingere verso una larga adesione

a dicembre 2014, il consiglio nazionale del notariato aveva già firmato un protocollo facoltativo con il consiglio nazionale dei geometri per rendere più sicure le compravendite

(notizia dal portale IDEALISTA)

TASSO d’INTERESSI in DISCESA

Spread sui mutui ancora in discesa fin sotto l’1,5% nei prossimi mesi. Con il tasso fisso particolarmente conveniente che sta guadagnando preferenze rispetto al variabile. E le erogazioni che continueranno ad aumentare, ma con effetti ancora incerti sulla ripresa del mercato residenziale e una persistente richiesta di surroghe. È lo scenario che emerge affiancando l’analisi di Crif e MutuiSupermaket.it sul mercato del credito per la casa del 2014 alle condizioni di un comparto residenziale in lenta trasformazione e, soprattutto, ai probabili effetti della liquidità che arriverà sulla piazza grazie alle ultime mosse della Banca centrale europea (leggi Quantitative Easing).

I migliori spread «per un mutuo a tasso variabile di 140mila euro a 20 anni – si legge nella Bussola – si posizionano per tutto il quarto trimestre 2014 all’1,95%, evidenziando una riduzione dello 0,65% da inizio anno (-25%)». La riduzione degli spread osservata è attesa inolre «in ulteriore rafforzamento nei prossimi mesi anche per effetto del nuovo Quantitative Easing da parte della Bce che fornirà al sistema bancario italiano nuova liquidità e nuovo stimolo all’aumento degli impieghi in ambito mutui casa». Un fenomeno tra l’altro già in atto: nei primi 9 mesi 2014 è stato registrato da Bankitalia un aumento dei nuovi flussi di mutui erogati pari al +9,8% rispetto al 2013.Domanda e offerta in crescita
La Bussola di Crif e MutuiSupermarket.it sottolinea come il 2014 «sia stato caratterizzato da una domanda di nuovi mutui in progressiva accelerazione, con un tasso di crescita che tocca la punta del +31% a dicembre 2014, e da prezzi degli immobili residenziali in continua riduzione» (il valore delle case a garanzia di un mutuo è sceso del 4,65% in un anno). Con i dati delle Entrate sulle compravendite che mostrano un timido +2,2% sui primi 9 mesi del 2014 rispetto ai primi nove mesi del 2013: risultati per la prima volta in positivo dopo anni, ma che sembrano non trarre pieno vantaggio da un’offerta di mutui che, seppur ancora molto selettiva, risulta finalmente più appetibile in termini di costi.

Spread ancora il calo
«Il 2015 si sta aprendo con un chiaro nuovo round di taglio prezzi da parte delle banche – aggiunge Stefano Rossini, amministratore e fondatore di MutuiSupermarket.it – che sta rapidamente prendendo forma proprio in questi giorni, con alcune primarie banche che hanno già annunciato un taglio dello spread compreso fra i 10 e 30 punti base, e contemporaneamente hanno eliminato alcune fasce di differenziazione del pricing per percentuale di intervento, omogeneizzando maggiormente l’offerta sui diversi segmenti di domanda. Il sistema bancario – continua Rossini – aveva già ipotizzato, prima dell’annuncio del QE, una riduzione degli spread medi di offerta sull’anno 2015, che avrebbe potuto prendere la forma di un taglio di circa 30-40 punti base sui 12 mesi, per portare i migliori spread a livelli compresi fra l’1,50% e l’1,60%. A valle dell’annuncio del quantitative easing, è lecito attendersi che il taglio possa anche aumentare in valore, portando i migliori spread anche al di sotto della soglia dell’1,5 per cento». Anche se è chiaro che è «difficile fare previsioni esatte, anche perchè il QE a livello europeo è un territorio inesplorato».

La vera ripresa arriverà però quando le condizioni economiche delle famiglie permetteranno di affrontare con più facilità un impegno importante come l’acquisto di una casa. E allora si potrà creare e rafforzare un circolo virtuoso sul mercato. In effetti il calo degli spread per ora non stimola più di tanto la domanda di nuovi mutui per acquisto casa, «quanto piuttosto la domanda di surroghe, che arrivano a spiegare nel quarto trimestre 2014 il 39% del totale nel IV trimestre 2014 contro il 17% dell’analogo periodo del 2013».

Tasso fisso in recupero
Il boom delle surroghe può spiegare almeno in parte anche la diminuzione dell’importo medio dei finanziamenti, che è passato dai 127.320 euro medi di fine 2013 ai 124.925 di fine 2014 (con una risalita nell’ultimo trimestre). Pochi cambiamenti per quel che riguarda le classi di importo e al durata: il 24% dei finanziamenti viene concesso su una lunghezza di 20 anni, il 22% a 30 anni, il 20% a 25 anni, il 18% a 15 anni, l’11% a 10 anni e il 6% oltre i 30 anni; quasi la metà dell’erogato è sotto i 100mila euro e solo l’1% è sopra i 300mila.

Il trend che sembra essere più interessante riguarda probabilmente il recupero della quota dei finanziamenti a tasso fisso, che passa dal 16% di inizio 2014 al 22% di fine anno. Gli indici di riferimento Irs a cui sono agganciati i mutui a trata costante sono infatti ai minimi storici. «Questo permette ai nuovi mutuatari di bloccare tassi fissi finiti ai minimi di sempre – argomenta Rossini – a livelli compresi fra il 3,40% e il 3,80% per durate sino ai 30 anni». Potrebbe trattarsi di una buona scelta con durate lunghe, considerando che nel medio-lungo termine il variabile potrebbe risalire in modo sostanziale? «Considerando che l’indice Euribor 3 mesi, a cui sono agganciati i mutui a tasso variabile, è oscillato storicamente in una forchetta compresa fra un minimo dell’1% e un massimo del 5% in un arco temporale di 8 anni, risulta sicuramente appetibile – commenta Rossini – considerare di sottoscrivere un mutuo a tasso fisso che può dare la garanzia di un tasso di interesse fisso al 3,5% per durate sino a 30 anni». Non si può, d’altro canto, non considerare che nel breve periodo la rata del mutuo a tasso fisso può essere più costosa anche del 10-15% rispetto alla rata di un variabile.

notizia dal SOLE24ORE casa24.ilsole24ore.com

COMPROMESSO o PRELIMINARE di COMPRAVENDITA

COMPROMESSO o PRELIMINARE

…è un accordo tra ACQUIRENTE e VENDITORE con il quale le PARTI si obbligano reciprocamente a stipulare un successivo e definitivo contratto di COMPRAVENDITA.

QUANTO COSTA FISCALMENTE:

IMPOSTA DI REGISTRO:
il contratto preliminare di compravendita deve essere registrato entro venti giorni dalla sottoscrizione. per la registrazione sono dovute

  • l’imposta di registro di 200 euro, indipendente dal prezzo di compravendita
  • l’imposta di bollo, pari a 16 euro ogni 4 facciate

…la registrazione viene effettuata entro trenta giorni, quando il contratto prevede un pagamento, è dovuta l’imposta di registro:

  • 0,50% sulle somme previste a titolo di caparra confirmatoria
  • 3% delle somme previste a titolo di acconto sul prezzo di vendita

…in questi casi, dall’imposta dovuta per la registrazione del contratto definitivo sarà poi detratta quella pagata dal preliminare

trattamento fiscale del contratto preliminare di compravendita
il trattamento fiscale del preliminare sarà differente a seconda che preveda il versamento di una somma a titolo di acconto o di caparra confirmatoria. Il versamento di un acconto, rappresentando l’anticipazione del corrispettivo pattuito, va fatturato con addebito dell’imposta. in questo caso, l’imposta di registro sarà dovuta in misura fissa (200 euro)

La caparra confirmatoria, anche se prevista da un’apposita clausola contrattuale, non costituisce, invece, il corrispettivo di una prestazione di servizi o di una cessione di beni. La stessa non è, quindi, soggetta a iva e andrà pagata l’imposta di registro proporzionale