COMPROMESSO

preliminare gambino

L’espressione “entro e non oltre”, spesso compresa nel preliminare di compravendita che indica la scadenza per la stipula del contratto definitivo, non è un termine essenziale. Secondo una sentenza del Tribunale di Roma, infatti, il vincolo tra le parti resta anche dopo lo scadere del termine.

Il caso oggetto della sentenza 6608/2016 riguardava una donna proprietaria di un terreno che, dopo essersi vincolata con un contratto preliminare al trasferimento di un bene mediante preliminare, aveva poi venduto direttamente lo stesso a un privato. A nulla i tentativi di appigliarsi al fatto che fosse scaduto il termine previsto dal contratto per la stipula del definitivo, tanto che la donna è stata condannata a restituire la caparra versata alla società immobiliare e a risarcire il danno da lucro cessante.

SCIOGLIMENTO PRELIMINARE di VENDITA

il Tribunale ha infatti sancito che il contratto di compravendita resta valido anche dopo lo scadere del termine fissato dalla dicitura “entro e non oltre”, a meno che non risulti una volontà inequivocabile di ritenere, dopo tale momento, perduta l’utilità economica del contratto. I giudici hanno inoltre chiarito come lo scioglimento di un preliminare relativo alla vendita di un immobile deve avvenire in forma scritta eche le cause devono essere state stabilite nel contratto stesso.

In assenza di tali presupposti, una delle due parti che voglia svincolarsi dal contratto deve chiedere formalmente la risoluzione contrattuale o ricorrere all’esecuzione forzata dell’obbligo di contrarre

notizia da web
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DECRETO MUTUI – COSA CAMBIA?

decreto mutui

Il Consiglio dei Ministri ha dato il via al decreto mutui incorporando la normativa europea. Nessuna sorpresa: la banca potrà pignorare la casa dopo 18 rate non pagate di mutuo, anche non consecutive, e senza passare dall’asta giudiziaria. Questa possibilità però non potrà essere retroattiva.

Inoltre chi non ce la fa a pagare il mutuo, può saldare lasciando la casa alla banca e se dalla vendita si ricava di più del residuo debito, l’eccedenza va all’interessato. Ma per impegnarsi in questi termini, il debitore deve farsi assistere al momento della sottoscrizione del mutuo. E la clausola speciale scatta, come detto, solo dopo avere saltato 18 mesi di mutuo.

La finalità della direttiva, secondo quanto si legge in una nota di Palazzo Chigi, è quella di “garantire un elevato livello di protezione dei consumatori che sottoscrivono contratti di credito relativi a beni immobili (mutui immobiliari garantiti da ipoteche o finalizzati all’acquisto del diritto di proprietà su un immobile). La direttiva impone, tra l’altro, che siano fornite al consumatore informazioni precontrattuali dettagliate su un Prospetto Informativo Europeo Standardizzato (PIES), spiegazioni adeguate prima della conclusione del contratto di credito e chiarimenti in ordine al calcolo del tasso annuo effettivo globale (TAEG)”.  Le nuove norme sono circoscritte a: mutui aventi ad oggetto la concessione di credito garantito da ipoteca su un immobile residenziale; mutui finalizzati all’acquisto o alla conservazione del diritto di proprietà su un terreno o su un immobile edificato o progettato. 

Recependo il contenuto dei pareri parlamentari sono state inserite norme che vengono incontro ai consumatori in difficoltà a pagare le rate del mutuo: viene previsto che la Banca d’Italia, nelle disposizioni attuative, abbia particolare riguardo ai casi di eventuale stato di bisogno o di debolezza del consumatore, oltre agli obblighi informativi e di correttezza del finanziatore.

notizia da blog monitorimmobiliare

SPESE DETRAIBILI dal Mod.730

È ormai tempo di dichiarazione dei redditi e chi ha sostenuto a vario titolo delle spese per la casa (dalla ristrutturazione alla locazione) ha diritto a scaricare parte delle somme investite. Ecco quali sono le spese relazionate alla propria dimora detraibili o deducibili dal 730.

Modello-730

Prima di tutto bisogna distinguere tra spese detraibili, che vengono utilizzate per diminuire l’imposta da pagare, e spese deducibili, che invece riducono il reddito complessivo su cui calcolare l’imposta dovuta.

  • DEDUZIONE IMMOBILI da LOCARE: Chiunque acquisti un immobile da dare in affitto ha diritto a una deduzione delle spese d’acquisto (pari al 20% del prezzo di acquisto risultante dall’atto di compravendita).
  • DETRAZIOIN INTETRESSI di MUTUO:  devono essere indicati gli importi degli interessi passivi, degli oneri accessori e delle quote di rivalutazioni pagati nel 2015 per i mutui, indipendentemente dalla scadenza della rata. Se si tratta di un mutuo ipotecario con contributi concessi dallo Stato, deve essere portato a detrazione la parte di interessi che rimangano effettivamente a carico del contribuente
  • Detrazioni spese sostenute a vario titolo e da vari soggetti per i canoni di locazione
  • DETRAZIONI RISTRUTTURAZIONI EDILI:  confermata anche per quest’anno la detrazione del 50% per gli interventi di ristrutturazione edilizia e di messa in sicurezza del patrimonio edilizio
  • DETRAZIONI PER ACQUISTO MOBILI ED ELETTRODOMESTICI: Indipendentemente dall’ammontare speso per i lavori di ristrutturazione, è possibile detrarre il 50% delle spese sostenute per l’acquisto di grandi elettrodomestici e di mobili per un tetto di spesa di 10.000 euro, spalmabili in 10 anni.
  • DETRAZIONI RIQUALIFICAZIONE ENERGETICA: chi esegue lavori di riqualificazione energetica ha diritto a una detrazione del 65% sulle spese sotenute. Dal 2015 è decaduto l’obbligo di inviare al Fisco la comunicazione per i lavori che proseguono per più periodi d’imposta, con riferimento alle spese sostenute nel 2015 in relazioni ai lavori che proseguiranno nel 2016
  • CEDOLARE SECCA: chi opta per il regime alternativo della cedolare secca per dare in locazione immobili a canone concordato può usufruire, dal 2014 al 2017, di un’aliquota agevolata del 10% (anziché del 15%)
  • SPESE PROVVIGIONI AGENZIA IMMOBILIARE: I compensi pagati a soggetti di intermediazione immobiliare per l’acquisto di un immobile da adibire ad abitazione principale sono detraibili nella misura del 19%, su un importo massimo di 1000 euro.
notizia dal web (idealista notizie)

PREZZI delle CASE

Nel 2015 i prezzi delle abitazioni sono scesi del 2,4% rispetto al 2014, mentre per quanto riguarda l’ultimo trimestre dell’anno la diminuzione è stata dello 0,2%. A dirlo è l’Istituto nazionale di statistica, che ha registrato negli ultimi cinque anni una flessione del 13,9% dei valori delle case.

In media nel 2015 i prezzi delle case sono scesi del 2,4% rispetto all’anno precedente (quando la variazione era stata pari al -4,4%). Il calo è imputabile a una flessione del 2,8% dei prezzi delle abitazioni esistenti (dopo il -5,2%) del 2014) e dell’1,3% dei prezzi di quelle nuove (era -2,2% nel 2014). Un ridimensionamento nella caduta dei prezzi che è stato contemporaneo a una ripresa delle compravendite. Negli ultimi cinque anni, i prezzi delle abitazioni sono diminuiti del 13,9%.

prezzi_appartamenti

Analizzando i dati del quarto trimestre del 2015, l’indice dei prezzi delle abitazioni è sceso dello 0,2% rispetto al trimestre precedente e dello 0,9% nei confronti dello stesso periodo del 2014.  Nel dettaglio, i prezzi delle abitazioni usate, dopo il -2,8% del terzo trimestre, hanno registrato un calo pari all’1,0% nel quarto. I prezzi delle abitazioni nuove sono diminuiti su base annua dello 0,5%.

LEGGI qui il COMUNICATO STAMPA ISTAT

fonte ISTAT