COSTI DI UN MUTUO – COSA CONVIENE

Mutuo Immobiliare

MUTUO Immobiliare

Non dare troppo peso al tan (tasso annuo nominale), ma prestare più attenzione al taeg (tasso annuo effettivo globale), è uno dei primi consigli che da anni si sente dare chi richiede un qualsiasi tipo di finanziamento. ancor di più vale per chi si appresta a sottoscrivere un mutuo ipotecario, che può raggiungere cifre particolarmente importanti

perfino questa non è un’accortezza sufficiente, perché alcuni dei costi che vengono sostenuti dai richiedenti rimangono fuori dal calcolo del loro noto indice sintetico. con i bassissimi tassi che si trovano oggi, ingolosirsi è facile e il rischio di sottostimare quale sia il reale costo complessivo del finanziamento è dietro l’angolo, visto e considerato che lo scopo delle banche è, per contro, cercare di non contrarre il loro margine di profitto anche quando le condizioni del mercato sono sfavorevoli alla ricerca di redditività

andando con ordine, la prima aggiunta agli interessi che sovente è collegata all’accensione di un mutuo precede la stessa. si tratta, dunque, dei costi di istruttoria. la banca alla quale ci si rivolge vorrà, naturalmente, valutare le condizioni dell’immobile che si porta in garanzia. ciò richiede il lavoro di un perito specializzato che, ovviamente, non lo svolgerà gratuitamente. la fattura che emette, in passato, era normalmente addebitata al cliente. negli ultimi anni, però, si sono moltiplicate, grazie anche al diffondersi delle banche on line, le offerte a “zero costi di istruttoria”. che non sempre significa siano annullati anche quelli di gestione della pratica. è bene stare attenti alla distinzione

differenti sono, infatti, le politiche adottate anche per quanto riguarda l’incasso delle rate, altra voce in molti casi abbattuta dall’avvento degli istituti on line. talvolta le banche addebitano una “spesa amministrativa” soltanto se il pagamento è effettuato per cassa (ormai una rarità), ma in altri casi si procede a un addebito in automatico. tale tipo di costo, se c’è, è addebitato contestualmente a ogni singola rata. se si paga mensilmente, l’ammontare complessivo rischia di essere non proprio indifferente

non esistono oneri per l’estinzione anticipata, aboliti dal 2 febbraio del 2007, per i mutui stipulati dopo quella data. in teoria restano in vigore per chi volesse anticipare la fine di un vecchio finanziamento. in pratica, buona parte delle banche esenta anche questi clienti. particolarmente antipatico è l’importo, di qualche decina di euro usualmente, che viene addebitato da alcuni istituti a chi chiede informazioni sul debito residuo. chiedere, dunque, quanto costerebbe rimborsare anticipatamente il mutuo finisce per renderlo più oneroso

fuori dal taeg resta la parcella del notaio, il cui ammontare dipende da fattori come la città nella quale si trova l’immobile e l’importo per il quale viene iscritta ipoteca. in proporzione finisce a incidere di più, sul costo globale, quanto più è contenuto l’importo finanziato

ultimamente sono soprattutto le assicurazioni da sottoscrivere che possono fare la differenza. mentre gli altri costi (soprattutto quelli degli interessi) calano, infatti, quelli per le polizze rappresentano una voce pesante, che le banche tendono a moltiplicare. obbligatorio è assicurare l’immobile oggetto di ipoteca per salvaguardarsi da incendi e altri disastri. in caso di sinistro l’assicurazione prevede un rimborso pari al costo di riedificazione dell’immobile ipotecato, con l’estinzione del debito verso la banca

che, sempre più spesso, chiede anche di sottoscrivere polizze vita. il tentativo è quello di offrire un pacchetto più completo e che diventi anche più remunerativo. ma, attenzione, anche qualora questa assicurazione aggiuntiva diventi parte degli obblighi imposti al richiedente, questi può non servirsi della soluzione offerta dalla banca, se ne trova una più favorevole offerta da compagnie assicurative differenti da quella convenzionata con quest’ultima

quest’ultima può richiedere la copertura del valore di ricostruzione, (che è minore) o di quello commerciale (che è maggiore). solo in pochi casi avviene che l’istituto si accolli il relativo costo. la condizione peggiore si riferisce all’opzione, spesso offerta, di calcolare la polizza in termini di aumento del tasso di interesse pagato per il prestito; scelta sconsigliabile, poiché comporta inevitabilmente una spesa maggiore rispetto alla soluzione del premio unico, versato al momento della stipula. comunque c’è libertà assoluta per il cliente di optare per la compagnia di assicurazione che offra le migliori condizioni

Notizia : Idealista/News

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