VENDERE CASA al GIUSTO PREZZO

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Tanti sono i fattori che si devono prendere in considerazione quando si decide di mettere in vendita la propria casa. In particolar modo, in un momento in cui il mercato non attraversa uno dei suoi periodi più floridi. Le compravendite sono in aumento, ma i prezzi rimangono contenuti. E proprio su questo fronte, è doveroso domandarsi: in che modo è possibile dare il giusto valore al proprio immobile e quindi assicurarsi la riuscita dell’operazione in tempi relativamente brevi, così da non dover fronteggiare ulteriori costi? Continua a leggere

AFFITTO non DICHIARATO:EFFETTI

L’affittuario non può essere sfrattato se non paga il canone oppure può chiedere la restituzione dei soldi pagati durante l’uso della casa.

L’inquilino è però corresponsabile verso il fisco

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Non dichiarare il contratto di affitto, ossia non effettuare la registrazione all’Agenzia delle Entrate, ha conseguenze negative sia per il padrone di casa che per l’inquilino: rischi che coinvolgono tanto l’aspetto fiscale quanto quello civilistico. In particolare, il fisco può chiedere il pagamento dell’imposta di registro, con sanzioni e interessi, sia al padrone di casa che all’affittuario; dall’altro lato il contratto di affitto in nero si considera inesistente e tutte le prestazioni eseguite – come il pagamento del canone di locazione – vanno restituite. Ma procediamo con ordine e approfondiamo tutte le possibili conseguenze e gli effetti di un affitto non dichiarato.

Gli effetti dell’affitto non dichiarato per il padrone di casa

Schematicamente, qui di seguito elencheremo i principali effetti di un affitto in nero per il padrone di casa (o, più precisamente detto, locatore), salvo poi approfondirli nel corso dell’articolo:

  • il contratto è nullo e, quindi, il padrone di casa è tenuto a restituire tutti i canoni di affitto percepiti durante l’esecuzione del contratto;
  • se l’inquilino non paga i canoni di affitto indicati nel contratto non registrato o concordati a voce non può essere sfrattato con la procedura d’urgenza, ma è necessario un giudizio ordinario, più lungo e costoso;
  • se l’inquilino non paga i canoni di affitto indicati nel contratto non registrato o concordati a voce, il padrone di casa non può richiedere, nei suoi confronti, un decreto ingiuntivo;
  • se l’inquilino subisce dei danni fisici conseguenti agli impianti o alla manutenzione dell’appartamento (si pensi a fughe di gas o scoppio caldaia), il padrone di casa ne risponde penalmente, anche se il contratto è nullo;
  • da un punto di vista fiscale, entro massimo un anno dalla firma del contratto è possibile pagare l’imposta di registro con il ravvedimento operoso, che riduce le sanzioni. Il contratto, però, sotto un profilo civilistico, resta nullo;
  • in caso di omessa registrazione del contratto, si applica la sanzione ordinariamente prevista dal 120 al 240% dell’imposta dovuta.

Gli effetti dell’affitto non dichiarato per l’affittuario

Schematicamente, elenchiamo qui di seguito i principali effetti di un affitto in nero per l’affittuario (ossia l’inquilino o, più propriamente, il conduttore), salvo poi approfondirli nel corso dell’articolo:

  • l’affittuario è responsabile in solido, verso il fisco, insieme al padrone di casa, per l’imposta di registro non pagata; in caso di omessa registrazione del contratto, si applica la sanzione ordinariamente prevista dal 120 al 240% dell’imposta dovuta;
  • nel caso in cui l’affitto sia stato registrato, ma il padrone di casa esiga, a titolo di canone, degli importi superiori rispetto a quelli indicati nel contratto, l’inquilino che non paghi tali maggiorazioni non può essere sfrattato né può subire la notifica di un decreto ingiuntivo. Se, invece, le paga, entro sei mesi dalla riconsegna dell’immobile può agire contro il padrone di casa per farsi restituire tali somme;
  • l’affittuario non può scaricare dalle tasse le spese sostenute per l’immobile, non avendo prova del contratto di affitto;
  • l’affittuario che paga i canoni di locazione dell’affitto non registrato può sempre chiederli indietro, anche alla scadenza del contratto, atteso che si tratta di contratto nullo.

Chi deve registrare il contratto di affitto?

Il contratto di affitto deve essere registrato dal padrone di casa entro 30 giorni dalla data della firma. Il mancato rispetto di tale termine lo espone a due rischi:

  • sotto l’aspetto tributario, il fisco può esigere da lui (ma anche dall’inquilino) il pagamento dell’imposta di registro con tutte le maggiorazioni conseguenti al ritardo o all’evasione. Tale problema, però, può essere risolto con una registrazione tardiva: se essa interviene, infatti, entro un anno si può usufruire del ravvedimento operoso che comporta una riduzione delle sanzioni. In particolare, sempre a patto che l’agenzia delle entrate non abbia già avviato accessi, ispezioni o verifiche, il padrone di casa che registra il contratto non oltre 90 giorni ottiene una sanzione ridotta del 12% dell’imposta di registro dovuta. Invece, dal 91° giorno oltre la scadenza ma entro l’anno, la sanzione ridotta ammonta al 15%. Se si supera l’anno la sanzione è pari al 120% dell’imposta di registro dovuta;
  • sotto l’aspetto civilistico, invece, il contratto si considera nullo. A differenza delle conseguenze fiscali, la nullità del contratto non può essere sanata neanche con una registrazione tardiva. Al padrone di casa non resta che provvedere a registrare un nuovo contratto, con la consapevolezza che, per il periodo pregresso, il rapporto con l’inquilino resta come se non fosse mai esistito. Ciò implica che, se questi non paga, non gli si può notificare un decreto ingiuntivo né sfrattarlo (sempre limitatamente al periodo per il quale il contratto non è stato registrato).

Come abbiamo detto, il padrone di casa ha 30 giorni di tempo per registrare il contratto dalla sua firma. Nei successivi 60 giorni egli deve inoltre:

  • darne comunicazione all’inquilino, esibendogli la relativa documentazione;
  • se l’immobile è in un condominio, darne comunicazione all’amministratore per consentirgli di aggiornare l’anagrafe dei conti correnti.

Chi deve pagare la registrazione dell’affitto?

Le spese di registrazione dell’affitto sono al 50% a carico dell’inquilino e al 50% a carico del padrone di casa. Le parti possono accordarsi per attribuire tutte le spese a carico del padrone di casa, ma non il contrario.

Che succede se il contratto di affitto è scritto ma non registrato?

Il contratto di affitto, per considerarsi valido, non deve essere semplicemente redatto per iscritto, ma va anche registrato. Un contratto di affitto scritto ma non registrato si considera ugualmente nullo e “in nero”.

Che succede se il padrone di casa chiede un affitto superiore a quello nel contratto?

Il padrone di casa non può esigere, dall’inquilino, un canone di affitto superiore a quello indicato nel contratto di affitto regolarmente registrato. Se lo fa si espone ai seguenti rischi:

  • l’inquilino, anche se in un primo momento ha acconsentito a pagare il surplus, dopo potrebbe rifiutarsi di farlo e non potrebbe comunque essere sfrattato, né gli si può notificare un decreto ingiuntivo;
  • l’inquilino, se paga il surplus, ha sei mesi di tempo per agire, nei confronti del padrone di casa, per farsi restituire tali somme.

Che succede se il padrone di casa non registra l’affitto?

Secondo una recente sentenza della Cassazione, poiché l’affitto non dichiarato al fisco è sempre nullo, le prestazioni eseguite in esecuzione di esso vanno restituite: così il padrone di casa è tenuto a ridare all’inquilino, a richiesta di quest’ultimo, tutti i canoni di affitto pagati durante il corso del rapporto contrattuale. Al limite potrebbe agire poi nei suoi confronti con una azione di illecito arricchimento, ma di certo per ottenere un importo inferiore rispetto a quello preteso a titolo di affitto.

Cosa si rischia col fisco in caso di omessa registrazione dell’affitto?

In caso di omessa registrazione del contratto, si applica la sanzione ordinariamente prevista dal 120 al 240% dell’imposta dovuta. Tuttavia, se la richiesta di registrazione è effettuata con ritardo non superiore a 30 giorni, si applica la sanzione dal 60% al 120% dell’ammontare delle imposte dovute, con un minimo di € 200.

In caso di omessa registrazione nel termine di 30 giorni da parte del locatore, il conduttore può chiedere al giudice di determinare le condizioni economiche del contratto.

Per i soggetti che hanno versato, nel periodo 2011-2015 il mini canone determinato in base alla rendita catastale in forza della predetta norma dichiarata incostituzionale, il canone è determinato sul triplo della rendita.

Alle predette sanzioni sono tenuti sia l’affittuario che il padrone di casa.

Al fine di evitare che vengano registrati contratti di locazione per un importo inferiore a quello realmente pattuito, è previsto che gli uffici non possono procedere ad accertamenti nei confronti di quei contribuenti che, ai fini della determinazione dell’imposta di registro relativa ai contratti di locazione, dichiarano un canone almeno pari al 10 per cento del valore catastale dell’immobile.

Il valore catastale dell’immobile si determina applicando alla rendita catastale i moltiplicatori rivalutati al 20 per cento (per i fabbricati locati il moltiplicatore è in ogni caso 120).

Per le annualità successive alla prima restano comunque fermi i poteri di liquidazione dell’imposta da parte dell’ufficio.

La modalità di determinazione del valore su base catastale prevista per l’imposta di registro rileva anche per l’accertamento dell’Irpef dovuta sui redditi di fabbricati.

In particolare, ai fini Irpef gli uffici non possono rettificare il reddito derivante da immobili locati quando si dichiara l’importo maggiore tra:

  • il canone di locazione risultante dal contratto, ridotto del 15%;
  • il 10% del valore catastale dell’immobile.

Il valore dell’immobile dovrà essere determinato applicando alla rendita catastale i moltiplicatori previsti ai fini dell’imposta di registro, rivalutati del 20%.

Anche dette disposizioni non si applicano per i contratti di locazione di immobili ad uso abitativo a canone “concordato”.

Che succede se l’affittuario non paga il canone di affitto?

Se l’affittuario non paga il canone dell’affitto non dichiarato al fisco il padrone di casa non può mandarlo via con la procedura di sfratto, caratterizzata da tempi più celeri e modalità più sciolte. Per tale procedimento è infatti necessario esibire un valido contratto di affitto registrato.

Il padrone di casa potrà solo fare una causa per «occupazione senza titolo»: si tratta di un giudizio ordinario, che potrebbe durare dai 3 ai 5 anni (a seconda del carico di lavoro del tribunale e delle prove da produrre). All’esito, poi, bisognerà mandare via l’inquilino con l’ufficiale giudiziario, il che potrebbe richiedere ulteriori tempi.

Cosa rischia l’affittuario se il padrone di casa non dichiara l’affitto?

Secondo una precisazione dell’Agenzia delle Entrate, il fisco può esigere il pagamento dell’imposta tanto dall’inquilino quanto dal padrone di casa. E questo a prescindere dal fatto che spetti solo a quest’ultimo la registrazione. Nulla toglie, infatti, che l’inquilino vi provveda al posto suo, salvo poi chiedergli il pagamento della sua parte (la metà).

Dunque entrambi i soggetti sono tenuti al versamento dell’imposta e sono responsabili anche delle sanzioni e degli interessi.

notizia da LALEGGEPERTUTTI web

Alberto Gambino

Gestioni e Programmazioni Compravendite e Locazioni Residenziali e Commerciali

CONTATTI

VENDERE CASA con l’AGENTE MLS (multiple listing service)

 

I benefici derivanti dall’AGENTE IMMOBILIARE giusto e forte, aperto e favorevole alla collaborazione grazie all’MLS sono proprio quelli che faranno la differenza

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Eccone alcuni:

  1. l’incarico di vendita esclusivo diventa in realtà “inclusivo” coinvolgendo tanti altri agenti immobiliari pronti a cogliere l’opportunità condivisa. I colleghi saranno motivati a presentare l’immobile ai propri clienti senza timore di trasferire informazioni errate o approssimative, di trovarsi alle prese con problematiche non indicate preventivamente, che generano malintesi e perdite di tempo;
  2. l’incarico in esclusiva identifica un unico “banco di regia“. Cosa significa per il cliente? Che l’agente immobiliare scelto è l’unico referente per quanto riguarda la presentazione professionale del bene, l’indicazione di aspetti tecnici propri dell’immobile in vendita quali la superficie, il prezzo, il posizionamento. Non capiterà più di trovare lo stesso immobile pubblicizzato con foto inadeguate, testi non appropriati, dimensioni e soprattutto prezzi diversi.
  3. la condivisione riduce i tempi di vendita, in quanto l’immobile è presentato ad un bacino di clienti molto più ampio rispetto a quello di una singola agenzia. Inoltre, la riduzione dei tempi favorisce una migliore difesa del prezzo rispetto ad un immobile in vendita da parecchi mesi che “presta il fianco” ad offerte punitive;
  4. verranno coinvolti solo i clienti più motivati ed in linea con le caratteristiche dell’immobile. Quando un agente immobiliare cerca un immobile in acquisto per un proprio cliente, sarà molto attento a proporgli solo quelli che più assecondano le sue esigenze; questo è un vantaggio tangibile per chi vende casa che vede azzerare anche il fastidioso “turismo immobiliare“, un  inutile andirivieni senza costrutto.

I numeri del mercato immobiliare ci fanno sperare in una prudente ripresa, anche se dobbiamo essere consapevoli che le compravendite non potranno crescere come in passato.

La collaborazione strutturata con altri professionisti crea uno scenario positivo, una rete sinergica che ne favorisce la vendita, offrendo al cliente un servizio efficace e di qualità.

Il Sole 24Ore: “MLS REplat, +17% per le collaborazioni tra agenti immobiliari MLS”

“CAMBIAMENTO”

News.MLS

Home Il Sole 24OreMLS Replat protagonista sulle pagine de Il Sole 24 Ore: il quotidiano economico riporta oggi – in entrambe le versioni, web e cartacea – il report dettagliato dei numeri generati dalla prima piattaforma per la condivisione di portafogli immobiliari nell’anno che va chiudendosi. “Nel dettaglio” – si legge – risultano 2.061 le agenzie connesse al sistema per la condivisione (dati aggiornati a novembre), il 15,7% in più rispetto alle 1.781 registrate lo scorso anno (stesso mese). Una cifra che include tutte le strutture, indipendenti o affiliate a un brand del franchising, attive direttamente su Mls Replat (1.058 agenzie) o sulle piattaforme messe a disposizione dalle due principali associazioni di categoria, Mls Fiaip (882) ed Mls Fimaa (121), il cui funzionamento si poggia sempre sul sistema targato Frimm. In totale, secondo la stima del centro studi, l’impiego della piattaforma Mls di Replat riguarderebbe una quota di mercato di circa l’8,1%, sul…

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REPORT COMPRAVENDITE

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Il terzo trimestre del 2016 conferma un incremento già osservato nei due trimestri precedenti, con tassi stabilmente a doppia cifra. La Nota trimestrale dell’Osservatorio del Mercato Immobiliare dell’Agenzia delle Entrate sottolinea un aumento delle compravendite.

La crescita coinvolge tutti i segmenti del mercato, con il terziario (+31,1%, oltre il doppio rispetto al tasso di crescita del trimestre precedente) ed il commerciale (da +12,9% a +23,3%) che registrano delle forti accelerazioni; gli altri settori presentano invece una crescita in decelerazione, a partire dal residenziale, che passa dal +22,9% del semestre precedente, che rappresentava il massimo incremento percentuale nella serie storica considerata, ad un comunque significativo +17,4%, che consente al settore di raggiungere il volume di compravendite più alto dal 2012.

Tra i fattori alla base del consolidamento di questa tendenza al rialzo possono essere annoverati il permanere di tassi di interesse sui mutui particolarmente bassi e il contesto economico nel suo complesso, fattori che accrescono l’attrattività relativa dell’investimento immobiliare, soprattutto in una fase del ciclo che sembra propizia (grazie anche alla discesa dei prezzi nominali registrata dall’ISTAT negli ultimi trimestri)

(notizia da MonitorImmobiliare e ADE)

COME CONCLUDERE la VENDITA

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Quello attuale è uno dei momenti migliori per il mercato residenziale. Nelle ultime settimane di ogni anno, infatti, si concentrano di solito gran parte delle compravendite delle case. L’autunno e l’inizio dell’inverno, sono il periodo ideale per i venditori e i potenziali acquirenti. Alla fine del 2016, dunque, si possono chiudere transazioni con il miglior accordo possibile.

PREZZO, PRESENTAZIONE e VISIBILITA’ sono le tre parole magiche per i VENDITORI

a) Scegliere il giusto prezzo. La prima cosa da fare è scegliere il giusto prezzo per la casa che si desidera vendere. “L’esperienza ci dice che quando un’abitazione è messa in vendita a un prezzo eccessivo, nella maggior parte dei casi l’immobile viene venduto a una cifra inferiore al suo valore”. La cosa più importante è che la negoziazione sia trasparente, che si svolga alla presenza dell’acquirente e del venditore e che entrambi siano d’accordo sul prezzo.

b) Curare la presentazione della casa. La prima impressione è quella che conta, quindi il consiglio fondamentale è quello di prestare attenzione a come presentare la casa. “Riparare i danni, illuminare, pulire e cercare di rendere neutro l’ambiente eliminando tutti i mobili e gli elementi non essenziali. E’ questo il modo più efficace per aiutare il compratore ad identificarsi con la nuova casa”.

c) Dare visibilità all’immobile. A meno che non si tratti di una casa molto particolare, è essenziale che l’offerta raggiunga il maggior numero di potenziali acquirenti in minor tempo. Lo si può fare rivolgendosi ai professionisti del settore, come gli agenti immobiliari qualificati.

“Fare errori in uno qualsiasi di questi punti significa dover abbassare il prezzo”

FINANZIAMENTO, CAPACITA’ di SPESA e INVESTIMENTI sono le parole chiave dell’ACQUIRENTE

Per il futuro proprietario di un’abitazione, le principali raccomandazioni si concentrano su tre fattori: la capacità di spesa, vedere l’investimento a lungo termine e sapere qual è l’ammontare del finanziamento sul quale si può contare.

a) Sapere quanto si può ottenere dalla banca. Per l’acquirente la prima cosa da fare è andare in banca per sapere di quanto denaro può disporre. “Oggi, si valuta la spesa da affrontare e poi si inizia la ricerca della casa. Questo approccio elimina la possibilità di dover firmare un prestito a condizioni meno favorevoli o persino perdere l’importo ottenuto”.

b) Cercare case al 10% sopra la capacità di spesa. Una volta che si conosce l’ammontare del finanziamento che si può ottenere, l’acquirente deve definire il limite di spesa per comprare la casa. A volte funziona il seguente trucco: cercare le proprietà che sono al 10% sopra la cifra prevista. La ragione è che nel mercato ci sono molti proprietari di casa che hanno fretta di vendere, con case che sono diventate un problema, o altri proprietari che sono disposti a vendere a un prezzo inferiore pur di chiudere l’operazione.

c) Pensare all’investimento e dimenticare le presunte “occasioni”. Chi è interessato all’acquisto di una casa, infine, deve vedere questa operazione come un investimento a lungo termine. “La linea di demarcazione tra una proprietà a un prezzo vantaggioso e una casa invendibile è difficile da vedere”.

fonte IDEALISTA

MUTUI

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I tassi di interesse sui nuovi mutui bancari per l’acquisto della casa hanno toccato un nuovo minimo storico. Secondo il rapporto mensile Abi, a settembre 2016 il tasso medio sulle nuove operazioni per acquisto di abitazioni si è attestato su un nuovo minimo storico di 2,05% (2,16% il mese precedente, 5,72% a fine 2007)

Il rapporto ha poi fatto sapere che “sul totale delle nuove erogazioni di mutui circa i due terzi sono mutui a tasso fisso”.

E ancora: “Sulla base degli ultimi dati ufficiali disponibili, relativi ad agosto 2016, l’ammontare complessivo dei mutui in essere delle famiglie ha registrato un variazione positiva di quasi il 2% nei confronti di fine agosto 2015 (quando già si manifestavano segnali di miglioramento), confermando, anche sulla base dei dati sui finanziamenti in essere, la ripresa del mercato dei mutui, colta inizialmente con l’impennata dei nuovi mutui”.

fonte idealista Web

ACQUISTARE CASA CONVIENE

Acquistare Casa 2016

Già dallo scorso anno la brusca caduta delle compravendite sperimentata negli ultimi anni ha invertito il suo senso di marcia, cominciando una nuova tappa di lenta ripresa. Per valutare appieno l’attuale fase del mercato, l’Ance ha analizzato l’andamento delle compravendite nel corso di cinque diversi periodi, dal 1992 al 2015

  • Prima fase (1992 al 1996)La crisi valutaria ha provocato importanti problemi finanziari alle famiglie e ha aumentato sensibilmente i tassi d’interesse, è stato caratterizzato da un andamento del mercato immobiliare piuttosto negativo
  • Seconda fase (1996 al 2003) Sono aumentate le compravendite nelle grandi città, spinte anche da una riduzione dei prezzi delle abitazioni: -24,8% in termini reali tra il 1992 ed il 1998 nelle 13 aree metropolitane. Questo contesto, associato all’espansione del mercato del credito, ha spinto le famiglie italiane a posizionare la propria domanda immobiliare nei grandi centri urbani (Casa in città)
  • Terza fase (2004 a 2006) Le compravendite avvenute negli altri comuni della provincia registrano una significativa accelerazione. Sono gli anni nei quali viene raggiunto il livello massimo di abitazioni compravendute, fortemente concentrato negli altri comuni della provincia, per effetto, principalmente, del livello elevato dei prezzi delle abitazioni raggiunto nelle aree metropolitane, che ha spinto sempre maggiori fasce di popolazione a collocarsi a ridosso della cintura urbana, che si è resa protagonista di un’intensa urbanizzazione del territorio (Bisogno di CASA)
  • Quarta fase (Dal 2007 al 2013) – Con lo scoppio della crisi internazionale, la stretta dei mutui nei confronti delle famiglie e le incertezze sul mercato immobiliare hanno contribuito ad una decisa riduzione del numero di compravendite (Acquisto impossibile)
  • Quinta fase – Nel 2014 si osservano i primi segnali di ripresa, sia sul mercato immobiliare residenziale, che su quello del credito. Il numero di abitazioni compravendute manifesta un aumento del 3,6% ed i mutui erogati alle famiglie per l’acquisto di un’abitazione registrano un aumento del 13%. I dati relativi al 2015 confermano tale dinamica, con un ulteriore aumento del 6,5% nel numero di abitazioni acquistate accanto ad un significativo aumento nella erogazione dei mutui del 70,6% su base annua. In questo contesto, basso livello dei tassi di interesse e riduzione dei prezzi delle case (le grandi città dal picco dei prezzi raggiunto nel primo semestre 2008, hanno visto una riduzione dei prezzi delle abitazioni pari al 22,2% in termini nominali e al 29,1% in termini reali) stanno contribuendo a indirizzare il mercato della casa verso l’uscita dalla crisi più lunga che abbia mai vissuto (Acquisto possibile)

(fonte idealistaweb)

RIFLESSIONI SU ABUSI EDILIZI

QUANTO è CONVENIENTE OGGI COME FARSI DENUNCIARE e FARSI SEQUESTRARE GLI IMMOBILI?

Tredici persone denunciate all’autorità giudiziaria e nove sequestri di immobili costruiti abusivamente, sono il bilancio delle attività svolte nel bimestre scorso, dal nucleo di polizia urbanistico edilizia della polizia municipale di Palermo, nell’ambito dei controlli del territorio predisposti dal Comando di via Dogali, in merito all’abusivismo edilizio.
Dei casi individuati, saranno inoltrate le contestuali segnalazioni qualificate all’Agenzia delle Entrate ed al Settore Tributi dell’amministrazione comunale per il recupero delle evasioni tributarie di rispettiva competenza, secondo le intese contenute nel pattoPer la legalità fiscale e sociale stipulato tra Regione Siciliana, Agenzia delle Entrate, Comune di Palermo e Guardia di Finanza per l’attività di recupero dell’evasione fiscale.
Gli agenti hanno individuato abusi edilizi in diverse aree della città, anche in zone sottoposte a vincoli paesaggistici ed ambientali, da Pallavicino a via Messina Marine, da Passo di Rigano a Mezzomonreale, da via Carini a Mondello.
In via Losanna, a Pallavicino, i due comproprietari A.F. di 42 anni e M. B. di 47, sono stati denunciati all’autorità giudiziaria per avere realizzato, in zona sottoposta a vincolo paesaggistico, un aumento della superficie e della volumetria di un immobile ad un piano, in maniera difforme alla concessione edilizia posseduta. L’immobile è statosequestrato.
In via Pian del Fico, vicino via Messina Marine, E.D. di 50 anni è stato invece denunciato per avere edificato abusivamente in un lotto di terreno di circa 1000 metri quadrati, un corpo basso di circa 110 metri quadrati, suddiviso in un quadrivani e servizi.
In via Castellana a Passo di Rigano, sono stati individuati due immobili abusivi ed una mancata demolizione disposta dalla magistratura; in un primo intervento sono stati sorpresi L.M. di 28 anni, A.V. di 27 anni ed A.F. di 24 anni, mentre realizzavano un manufatto destinato ad abitazione, di circa 180 metri quadrati, con tetto a due falde inclinate ed un porticato di circa 50 metri quadrati, all’interno di un lotto di terreno di circa 400 metri quadrati.
Al controllo non esibivano, la concessione edilizia e il nulla osta del Genio Civile, con l’aggravante che la struttura è compresa in un’area sottoposta a vincolo paesaggistico e in fascia di rispetto soggetta ad “antropizzazione” , termine tecnico che impone il divieto assoluto di modifica dell’ambiente naturale. I tre comproprietari sono stati denunciati all’autorità giudiziaria.
Ancora nella stessa via è stato individuato un immobile abusivo di circa 180 metri quadrati in un lotto di terreno di circa 800 metri quadrati; oltre al sequestro dell’ immobile, è stato denunciato il proprietario, A.C. di 36 anni.
Sempre in via Castellana, nel corso di un sopralluogo, disposto dall’autorità giudiziaria per verificare l’ottemperanza ad una sentenza di demolizione, è stato denunciato F.M.R. di 34 anni , perchè oltre a non avere demolito la struttura abusiva, ha ampliato il piano terra di circa 55 metri quadrati e di ulteriori 42 metri quadrati, il primo piano.
In via Carini, in centro città, gli agenti nel corso di un accertamento eseguito al quinto piano di un immobile, classificato “netto storico” hanno riscontrato lavori edili abusivi, consistenti nella realizzazione di un nuovo vano e la copertura di un terrazzo esteso circa 16 metri quadrati.
I proprietari G.M. di 54 anni e G.C. di 31 anni, sono stati denunciati per i lavori abusivi e per il mancato smaltimento di amianto: nel corso degli accertamenti sono stati rinvenuti 3 serbatoi in eternit di diversa capienza, 2 da 400 litri e n. 1 da 300 litri e 2 coperchi in eternit in pessimo stato, per i quali non era stato presentato alcun piano di bonifica.
A Mezzomonreale, in via Case Spuches, in area sottoposta a vincolo di “verde storico” , sono stati individuati lavori abusivi, consistenti nella realizzazione di due manufatti di solo pianterreno di circa 250 metri quadrati in cemento armato, con coperture lignee a due falde inclinate con travi e tavolato in legno.
In uno era stato realizzato un portico di circa 30 metri quadrati anch’esso con copertura in legno, mentre il secondo immobile era in fase di realizzazione, con il sedime in calcestruzzo e la posa delle casseformi per la realizzazione dei pilastri in cemento armato.
I due immobili sono stati sequestrati e denunciata la proprietaria, C.D. di 44 anni.
Gli ultimi due sequestri, infine, in cortile Catania, all’Arenella e in via Torre di Mondello: all’Arenella sono stati accertati lavori edili abusivi, in un immobile a due piani, consistenti nella sostituzione del tetto del primo piano con travi e copertura in legno, laterizi e travi in ferro. Al secondo piano è stato realizzato un vano ed il solaio di copertura eseguito con travetti in cemento armato. Per questi lavori, intrapresi senza alcuna concessione edilizia, il proprietario è stato denunciato e l’immobile ed il relativo ponteggio sono stati sequestrati.
( Cronache di Palermo )